NCONTRI Al Festival di Mantova parla l' autore del «Mignolo di Buddha», etichettato come un Nabokov psichedelico e come un cyber Bulgakov

Pelevin: «Povera Mosca bombardata dalla pubblicità»

Così il giovane scrittore racconta come in Russia il comunismo è stato sostituito dal consumismo

INCONTRI Al Festival di Mantova parla l' autore del «Mignolo di Buddha», etichettato come un Nabokov psichedelico e come un cyber Bulgakov Pelevin: «Povera Mosca bombardata dalla pubblicità» Così il giovane scrittore racconta come in Russia il comunismo è stato sostituito dal consumismo MANTOVA - Nel trasformare in letteratura le traumatiche metamorfosi della Russia, le sue pazzesche accelerazioni, il suo comunismo sostituito dal consumismo, è davvero bravo questo quasi quarantenne dall' aspetto di fraticello alla moda, capigliatura da francescano e occhialini neri. Viktor Pelevin, un milione di libri venduti in patria e traduzioni ovunque, è un personaggio sfuggente e autentico che, con risatelle continue, cerca di difendersi dalle banalità altrui. Gli hanno attribuito tutti gli ismi possibili, dal misticismo al postmodernismo. Lo hanno etichettato come Nabokov psichedelico e come cyber Bulgakov. Lui dice: «Ho deciso di scrivere rinunciando a una carriera d' ingegnere spaziale per un solo motivo: non avevo voglia di alzarmi tutte le mattine per andare al lavoro». La situazione oggi a Mosca, città in cui è nato e vive? «Se puoi permetterti una Mercedes va tutto bene, altrimenti va tutto male». In Babylon, suo penultimo libro, compare la «generazione P», p come Pepsi Cola, una generazione bombardata dalla pubblicità, «dalle bombe la gente cerca riparo, dalla pubblicità no». Pelevin è riluttante a parlare delle sue inclinazioni buddiste, «dal buddismo ho imparato una cosa: se ti fai delle domande puoi trovare delle risposte». Almeno una volta all' anno trascorre un periodo in un monastero «non perché siano posti straordinari ma perché lì non arrivano i telefonini né quelle news che ti danno l' illusione di essere sempre in attesa di qualcosa d' importante. Proprio perché ero in un monastero ho saputo che Putin aveva sostituito Eltsin con tre mesi di ritardo». Il grande successo per Pelevin è arrivato in Russia con Il mignolo di Buddha, pubblicato ora in Italia da Mondadori. «Chi sono i miei lettori? Senz' altro persone più giovani di me: i frequentatori del mio sito web hanno tra i 15 e i 35 anni». Della droga dice: «È necessario distinguere tra eroina e marijuana. Sull' eroina non scherzo mai, in Russia è una tragedia, e l' Afghanistan ha imparato a usarla come una vera arma». E sulla marijuana scherza? «Quella non è una droga, una droga semmai è la tv». Come vorrebbe fosse accolto questo Mignolo di Buddha, pieno di vodka e funghi magici, di riflessioni filosofiche e di amore per la letteratura? «Come un intrattenimento per persone che si annoiano con storie di sesso e di delitti». Viaggiatore insaziabile è appena arrivato da Melbourne, ma due settimane fa ha attraversato l' intera Cappadocia in bicicletta. Dice: «La mia casa è il posto dove mi trovo, in questo momento abito qui, in questa stanza di Mantova». La sua infanzia la liquida come «normale e cioè una durissima infanzia sovietica». Tra gli autori italiani più letti in Russia elenca il solito Eco, e poi Primo Levi e Calvino, al quale affibbia il nome di Alberto. «Ai tempi dell' Unione Sovietica gli autori stranieri erano più popolari. Adesso Stephen King viene letto ma si dà più fiducia agli scrittori locali». Che ne pensa di essere stato paragonato a Gogol? «I critici sono fantastici: cercano sempre di affibbiarti un classico come progenitore. In una recensione sul Newyorker ho appena letto che sarei l' erede di Joseph Heller, l' autore di Comma 22. Ho subito telefonato al mio agente: «Allora, questo nuovo papà è ricco? E quanto mi ha lasciato?"». Viktor Pelevin ridacchia, chiuso nel suo giubbetto di jeans, nei suoi occhialini nerissimi, nel suo formidabile talento di scrittore. Donata Righetti Il libro: «Il mignolo di Buddha» di Viktor Pelevin, Mondadori, pagine 371, lire 29.000 IL PROGRAMMA DI OGGI Andrea De Carlo, autore di 11 romanzi, alle 10.30, nel Cortile della Cavallerizza di Palazzo Ducale. Michael Chabon, vincitore quest' anno del Premio Pulitzer con Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, nel Chiostro del Museo Diocesano, alle 18.45 Tzvetan Todorov, alle 19.15, nel Cortile della Cavallerizza di Palazzo Ducale

Righetti Donata

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(8 settembre 2001) - Corriere della Sera